La storia

Tre generazioni, una vigna.

La storia di NISCIOO non comincia con un'etichetta. Comincia nel 1986, con i primi filari piantati dal nonno sulle colline di San Vittore — e continua oggi, una vendemmia dopo l'altra.

Il nonno, sorridente a tavola, in bianco e nero

Il nonno, a tavola

1986

Le origini

Le vigne del nonno

Quando Ettore — il nonno — pianta i primi filari sulle colline di San Vittore, non pensa a una cantina. Lo fa per la terra, per la famiglia, per il ritmo lento di chi crede che le radici contino più dei raccolti.

San Vittore è allora, come oggi, un paese di vigne famigliari e di grotti: il vino si fa per la tavola, si condivide, si regala. È in questo mondo che NISCIOO affonda le radici.

Una persona lavora tra i filari coperti dalle reti, la torre sullo sfondo

Il lavoro tra i filari

2015

Una svolta

Nasce NISCIOO

Dopo quasi tre decenni di lavoro tramandato di mano in mano, la cantina prende un nome. NISCIOO — il nocciolo, in dialetto locale — è un simbolo di tenacia e di pazienza: due qualità che la vigna pretende.

Con il nome arriva un progetto: portare fuori dalla cerchia famigliare un vino che fino a quel momento viveva solo sulla tavola di casa.

Due persone sorridono tra i filari della vigna

San Vittore, oggi

Oggi

Il presente

Una cantina di famiglia

Oggi vigna, cantina e famiglia continuano a convivere nello stesso lavoro quotidiano. Le decisioni si prendono camminando tra i filari, stagione dopo stagione.

NISCIOO non cerca quantità: cerca senso. Ogni vendemmia è una conversazione con il terreno, con il clima e con chi ha piantato prima — mentre la generazione più giovane, per ora, tra i filari ci gioca soltanto.

“Le radici non si vedono. Ma sono loro a tenere su tutto.”

Ettore, nonno

Una donna cammina nella vigna tenendo per mano un bambino

Di mano in mano

La storia continua nel bicchiere

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